Certificazioni irregolari, si apre l’ipotesi di riduzione della sanzione, ma non per tutti.

Nuove regole per gli impianti in conto energia, con potenza superiore a 3 kW con moduli con certificazioni irregolari o assenti. Si apre infatti l’ipotesi di una riduzione della sanzione, vediamo ora come ci si deve muovere.

L’argomento sanzioni agli impianti fotovoltaici incentivati che non hanno tutte le carte in regola, in questo periodo, è caldo.

A breve verrà discussa in aula al Senato una mozione del M5S con la quale si impegna il Governo ad adottare misure, anche di carattere normativo, per modificare il regime sanzionatorio relativo alle verifiche sugli impianti a fonte rinnovabile e fotovoltaici in particolare, secondo “principi di ragionevolezza e proporzionalità”.

Sul problema  che ogni irregolarità viene punita con la sospensione della tariffa incentivante il legislatore è già intervenuto per una fattispecie particolare, peraltro abbastanza diffusa, cioè quella degli impianti con moduli non certificati o con certificazioni non rispondenti alla normativa di riferimento.

Per quelli tra 1 e 3 kW, invece, la norma dovrebbe cambiare con l’approvazione del ddl Concorrenza, al momento all’esame del Senato.

Alla luce di queste novità, visto i dubbi che diversi lettori ci hanno manifestato, spieghiamo, grazie all’aiuto del GSE, come devono muoversi gli operatori che hanno impianti con moduli non certificati o con certificazioni irregolari.

 

Diverse linee guida per gli impianti da 1 a 3 kW.

In attesa del completamento dell’iter parlamentare del ddl Concorrenza, come riportato nell’articolo di Qualenergia, il GSE ha sospeso “in via cautelativa” gli effetti dei provvedimenti di verifica per questi impianti, cioè gli impianti fotovoltaici tra 1 e 3 kWp in conto energia con moduli non certificati o con certificazioni non rispondenti alla normativa di riferimento.

Gli impianti sopra ai 3 kW

Le nuove regole per gli impianti sopra i 3 kW, come detto introdotte dalla Manovrina 2017, sono già in vigore ed operative.

Tali regole sono però ben diverse da quanto detto per gli Impianti più piccoli, approfondisci come ci si deve muovere se si è proprietari di un impianto con potenza superiore a 3 kW.

Il punto fondamentale è che si apre una speranza per le irregolarità riscontrate in questo ambito, ovvero  la conseguenza potrebbe non essere più la totale decadenza dell’incentivo ma ridursi alla decurtazione parziale dello stesso.

Per accedere a tale opportunità la procedura non è proprio immediata.

Per vederle applicate, i soggetti responsabili degli impianti interessati devono presentare istanza di parte al GSE.

La legge da poco in vigore prevede che per gli impianti di taglia superiore a 3 kW con moduli con problemi di certificazioni sia ora possibile evitare la misura della decadenza dalle tariffe incentivanti subendo solo una decurtazione.

La decurtazione varia dal 20% al 10%, a seconda che l’assenza della certificazione sia dichiarata dal soggetto responsabile dell’impianto durante un procedimento di verifica avviato dal GSE, oppure in via autonoma, con la decurtazione maggiore che viene applicata nel primo caso.

E’ possibile accedere alla riduzione della sanzioni su istanza del soggetto interessato, che però deve avere preventivamente intrapreso alcune azioni nei confronti del produttore dei pannelli.

Spiegano dal GSE: il proprietario dell’impianto, deve agire civilmente contro il produttoreper inadempimento contrattuale e risarcimento del danno, nonché penalmente, per truffa.

Merita segnalare che, ai fini della sanatoria, il GSE deve accertare la conformità sostanziale dei pannelli “sulla base di idonea documentazione prodotta dagli istanti secondo modalità proporzionate indicate dallo stesso GSE“.

E’ importante precisare comunque che la sanatoria vale solo per la contestazione relativa alle certificazioni, restando ferme “le conseguenze di eventuali altre violazioni ai fini del diritto all’accesso e al mantenimento degli incentivi“, con la conseguenza che, ove la decadenza contestata dal GSE trovi origine anche in altre violazioni rilevanti (come spesso accade), non legate al tema delle certificazioni, la sanatoria introdotta non potrà far recuperare al soggetto responsabile dell’impianto gli incentivi da cui è decaduto.

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