Superbonus: I CONTROLLI dell’Enea

Ci siamo. Dopo tanti webinar, corsi informativi, articoli, studio di normative e interpelli si passa alla pratica. Il Superbonus parte nella sua fase operativa e non vedevamo l’ora.

In seguito alle numerose verifiche preliminari effettuate su immobili al fine di determinare la fattibilità degli interventi spettanti le superdetrazioni, come previsto dal Decreto Rilancio, infatti, si aprono finalmente i primi cantieri. Iniziano quindi i lavori finalizzati all’efficientamento energetico e all’adeguamento sismico rispettando ovviamente tutti i requisiti previsti dalla normativa.

Quest’ultimo appunto non è così banale dato che, come più volte abbiamo rimarcato nei nostri webinar,  l’opportunità del 110% consiste proprio in generosi incentivi statali che verranno erogati sotto forma di credito di imposta a condizione che tutto sia stato fatto secondo le regole e secondo le giuste procedure.

Quindi, solo conoscere tutti gli adempimenti e le procedure da seguire permetterà di lavorare con il Superbonus con serenità.

Ma siamo davvero sicuri di conoscere esattamente le procedure corrette del 110?

E’ bene far emergere questo aspetto e mettere in dubbio le nostre conoscenze dato che, proprio perché il Superbonus si basa su incentivi statali, verranno eseguiti dei controlli molto precisi sulla documentazione e sulle procedure adottate in fase di realizzazione degli interventi.

I famosi CONTROLLI che verranno effettuati saranno di questo tipo:

  • controlli fiscali: da parte dell’Agenzia delle Entrate
  • controlli tecnico-procedurali: da parte dell’Enea

I controlli fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate, seppur non siano da sottovalutare, sono stati già vissuti dal 47% degli operatori. Questo dato ci dimostra che quasi la metà dei professionisti che lavorano con il Superbonus sa già cosa aspettarsi da questi tipo di controllo e quindi si presuppone una maggiore preparazione e sicurezza nei confronti dei documenti da predisporre a tale scopo.

I controlli che verranno effettuati dall’Enea, invece, solo lo 0,4% degli operatori ha vissuto dei controlli del genere. Questa volta tale dato è preoccupante visto che l’inconsapevolezza delle modalità con cui verranno effettuati i controlli potrebbe causare grandi disagi e problemi. Senza girarci troppo attorno lo scenario peggiore che potrebbe risultare da questa incoscienza è la perdita dell’incentivo e tutte le spiacevoli conseguenze che ne potrebbero derivare.

Con questa premessa non proprio incoraggiante, è bene conoscere in modo più approfondito di che tipo di controlli stiamo parlando.

Innanzitutto, il decreto 11 maggio 2018 stabilisce le procedure e modalità per l’esecuzione dei controlli da parte di Enea sulla sussistenza delle condizioni per la fruizione delle detrazioni fiscali per le spese sostenute per interventi di efficienza energetica, riguardanti le vecchie detrazioni.

Cosa viene controllato da Enea?

L’Enea, ricevuta la documentazione di cui all’art. 3, procede alla verifica documentale al fine di accertare la corretta esecuzione tecnica ed amministrativa dell’intervento, la sussistenza e la permanenza dei presupposti e dei requisiti per il riconoscimento della detrazione etc…

L’accertamento documentale produce esito negativo nel casi in cui la documentazione fornita ai sensi dell’art. 3 risulti carente, anche a seguito di integrazione, e nel caso in cui risultino insoddisfatti i requisiti e le condizioni disciplinate dal presente articolo.

E con le nuove detrazioni?

Le modalità e le procedure in cui verranno effettuati i controlli nell’ambito del 110 rimangono invariate. Infatti, secondo il DECRETO del 6 agosto 2020, che stabilisce i Requisiti tecnici per l’accesso alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici – cd. Ecobonus, si rifà proprio al decreto 11 maggio 2018 sopra citato.

Tuttavia, sebbene la struttura di controllo potrebbe essere nuova per tanti, non lo è per chi ha già ricevuto i controlli dal GSE su impianti fotovoltaici incentivati.

Infatti,  per verificare i requisiti di accesso sui conti energia i controlli GSE hanno seguito le stesse modalità di quelli che Enea effettuerà sulle pratiche del 110.

Il dato su cui vale la pena soffermarsi, però, è l’incremento nella percentuale di esiti negativi risultante dai controlli effettuati. Per fare un esempio, nel 2017, il 38% di controlli ha avuto esito negativo, il che ha portato a conseguenze disastrose risultate dalla revoca di incentivi statali, quali il fallimento di aziende e la rovina di molte famiglie.

Alla luce di quanto accaduto, quindi, sarebbe da irresponsabili non munirsi di strumenti adeguati che possano tutelare aziende, professionisti e privati durante questo percorso qual è il Superbonus.

Ci teniamo a sottolineare che, sebbene i rischi di lavorare nel 110 siano importanti, la possibilità di vivere tutto in sicurezza e con tranquillità è reale e per questo abbiamo pensato ad una soluzione ad hoc per questa situazione e per questo tipo di controlli.

Per saperne di più leggi l’articolo seguente: “Focus-Obiettivi-Clienti a confronto nei Portali di Supporto al Superbonus” CLICCA QUI 

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