Guida al visto di conformità

Con l’entrata in vigore del Decreto Antifrode è stato introdotto l’obbligo del visto di conformità per tutti i bonus fiscali. Non solo Superbonus 110%, ma bonus per il recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, rischio sismico, impianti  fotovoltaici e il bonus facciate degli edifici esistenti. 

1) Che cosa è il visto di conformità

Il visto di conformità, introdotto dal DLgs n. 241 del 9 luglio 1997, è uno degli strumenti di controllo sulla corretta applicazione delle norme tributarie che il legislatore ha attribuito a soggetti terzi all’amministrazione finanziaria.
Il soggetto autorizzato al rilascio del visto è tenuto a:

  1. predisporre la dichiarazione fiscale;
  2. attestare di aver eseguito i necessari controlli attraverso la sottoscrizione della stessa;
  3. trasmettere all’Agenzia delle Entrate.

L’apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni garantisce ai contribuenti assistiti il corretto adempimento di alcuni obblighi tributari e agevola l’Amministrazione finanziaria nella selezione delle posizioni da controllare e nell’esecuzione dei controlli di propria competenza;

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2) A cosa serve il visto di conformità

Nello specifico, con la richiesta del visto di conformità si avvia una procedura di controllo non solo sui documenti presentati dal contribuente per accedere al Bonus fiscale, ma anche in merito alla congruità delle spese sostenute per i singoli interventi.
Il professionista incaricato del controllo dovrà prestare particolare attenzione anche alla presenza di interventi sovrapposti, seguendo quanto definito dai decreti attuativi Ecobonus 110% del Mise.
La verifica sui limiti di spesa per singolo intervento portato a termine è fondamentale per definire la congruità con l’importo effettivo della detrazione spettante.
Il visto di conformità quindi è l’attestazione di veridicità delle dichiarazioni fiscali rese dall’utente, ed è necessario per:

  • garantire ai contribuenti assistiti il corretto adempimento di alcuni obblighi tributari; 
  • agevolare l’amministrazione finanziaria nella selezione delle posizioni da controllare e nell’esecuzione dei controlli di propria competenza; 
  • contrastare il fenomeno legato alle compensazioni di crediti inesistenti; 
  • semplificare le procedure legate alla richiesta dei rimborsi Iva.

 

3) Quando occorre il visto di conformità

Il visto di conformità è richiesto, in caso di opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito, anche per la fruizione delle detrazioni fiscali per lavori edilizi diversi da quelli che danno diritto al superbonus 110%. L’Agenzia delle Entrate, inoltre, può sospendere, fino a 30 giorni, gli effetti delle comunicazioni delle cessioni, anche successive alla prima, e delle opzioni che presentano profili di rischio, ai fini del controllo preventivo della correttezza delle operazioni.
Il visto di conformità è quindi obbligatorio in caso di:

  • presentazione del Modello 730;
  • compensazione orizzontale dei crediti Iva di importo superiore a 5.000 euro;
  • compensazione dei crediti relativi alle imposte sui redditi, addizionali, ritenute alla fonte, imposte sostitutive ed Irap per importi superiori a 5.000 euro;
  • esecuzione del rimborso di un credito Iva superiore a 30.000 euro.

 

4) Come si appone il visto di conformità

L’attestazione è resa dal professionista con l’indicazione del suo codice fiscale e l’apposizione della sua firma negli appositi spazi dei modelli delle dichiarazioni fiscali e con il successivo invio all’Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni fiscali, tramite il servizio telematico Entratel.

5) Chi è autorizzato a rilasciare il visto di conformità

Oltre ai responsabili dell’assistenza fiscale (RAF) dei Centri di Assistenza Fiscale (CAF) sono legittimati a rilasciare il visto di conformità i seguenti soggetti:

  • i professionisti iscritti nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili; 
  • i professionisti iscritti nell’albo dei consulenti del lavoro; 
  • gli iscritti, alla data del 30 settembre 1993, nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub categoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria. (Questi soggetti NON sono legittimati ad apporre il visto di conformità sulle dichiarazioni “Modello 730”)

Attenzione va prestata al fatto che i professionisti che intendono rilasciare i visti di conformità, salvo alcune particolari eccezioni, oltre al possesso della partita IVA devono essere già abilitati ai servizi telematici Entratel.
Si specifica che deve esistere identità soggettiva tra colui che appone il visto di conformità e il soggetto che predispone e trasmette la dichiarazione tramite il servizio telematico Entratel. Restano fermi i casi in cui le dichiarazioni e le scritture contabili si considerano predisposte e tenute dal professionista che appone il visto.

6) La validità del visto di conformità

Il visto di conformità non si considera validamente rilasciato se:

  • il professionista che lo rilascia non risulta iscritto nell’elenco informatizzato dei professionisti abilitati, tenuto dalle competenti Direzioni regionali;
  • il professionista che lo rilascia pur iscritto nell’elenco informatizzato non coincide con la persona fisica che ha trasmesso la dichiarazione in via telematica;
  • il professionista che lo rilascia è iscritto nell’elenco informatizzato ma non risulta “collegato” con l’associazione professionale o con la società di servizi o con la società tra professionisti che ha trasmesso la dichiarazione in via telematica;
  • il professionista che lo rilascia è iscritto nell’elenco informatizzato, ma non risulta “collegato” con la società partecipata del Consiglio nazionale, Ordine e Collegio che ha trasmesso la dichiarazione in via telematica.

 

7) Quanto costa un visto di conformità

Il Consiglio Nazionale dei Commercialisti e degli Esperti Contabili all’interno della circolare del 19 aprile 2021, ha ritenuto ragionevole un compenso compreso tra l’1% ed il 3% del bonus attestato. Il Consiglio continua sostenendo che è possibile giustificare agevolmente compensi fino al 2%, mentre richiede un’accurata motivazione per i compensi superiori a tale percentuale. Infine, il Consiglio precisa che questi valori costituiscono una indicazione di massima e non impongono alcun vincolo agli iscritti all’Albo, stante la preminenza dell’accordo liberamente intervenuto tra le parti, nella determinazione del compenso. 
Sopra i 100.000 € un visto potrebbe costare tra 1 e 2% della cifra attestata.
Sotto i 100.000 € la percentuale è compresa tra 2,5 e 1,5%. 

8) Cosa succede in assenza del visto di conformità. Responsabilità del professionista, sanzioni ed obblighi.

Le inadempienze commesse dal professionista nel rilascio del visto di conformità comportano l’irrogazione delle sanzioni per le violazioni di norme tributarie. Oltre alle sanzioni amministrative che possono variare da € 258 a € 2.582,42, in caso di gravi e ripetute omissioni, i professionisti abilitati possono vedersi sospesa la facoltà di rilasciare il visto di conformità per un periodo che varia da uno a tre anni.
Il soggetto che appone il visto di conformità deve essere sempre lo stesso rispetto a colui che invia la dichiarazione dei redditi: lo ha evidenziato anche l’Agenzia delle Entrate nella risoluzione numero 99/E del 29 novembre 2019

9) Quali sono i soggetti a rischio che può sospendere l’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate può sospendere fino a 30 giorni gli effetti delle comunicazioni sulle cessioni del credito o su sconti in fattura.
La sospensione si applica in caso di particolari profili di rischio. Questa procedura avviene entro 5 giorni lavorativi dall’invio della comunicazione dell’avvenuta cessione del credito.
I requisiti da controllare riguardano:

  • coerenza e regolarità dei dati indicati nelle comunicazioni;
  • congruità di dati e soggetti relativi ai crediti oggetto di cessione;
  • cessioni effettuate precedentemente dai soggetti indicati nelle comunicazioni.

 

10) Visto di conformità e cessione del credito

L’apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni è utile a contrastare indebite cessioni di credito d’imposta o sconti in fattura non dovuti riguardanti interventi di recupero del patrimonio edilizio, di efficienza energetica, di rischio sismico, di realizzazione di impianti fotovoltaici, di colonnine di ricarica e di abbattimento delle barriere architettoniche.
L’obbligo del visto di conformità e della congruità delle spese si applica anche alle comunicazioni di cessione del credito concernenti le rate residue non fruite delle detrazioni relative alle spese sostenute nell’anno 2020 il cui accordo di cessione si sia perfezionato a decorrere dal 12 novembre 2021. 

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Secondo un sondaggio svolto alla fine di quest’anno, il 76% dei partecipanti, intervistati ai nostri Webinar, hanno riscontrato un netto rallentamento dei lavori a causa del Decreto Antifrode, che sancisce l’obbligatorietà del Visto di Conformità per il Superbonus diretto e per tutti gli altri Bonus Fiscali ed edilizi.

Andiamo a vedere ora le principali Problematiche relative al Visto di Conformità.

  • Cessione del credito bloccata.
  • Aumento del numero dei documenti da generare e Rallentamento dei lavori.
  • Errori alla fine dei lavori.
  • Aggiornamento normativo Check List Visto di Conformità.
  • Aumento delle spese.

 

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