Fotovoltaico e revoca degli incentivi concessi. Come tutelarsi?

Pensare che una volta ottenuto l’incentivo da parte del GSE sia tutto a posto e lo manterremo per sempre è un pensiero comune quanto errato. Un controllo del GSE sul nostro impianto potrebbe mettere tutto in discussione, ed è proprio ciò che sta accadendo in questi anni. La revoca degli incentivi è un problema sempre più frequente e reale purtroppo.

FOTOVOLTAICO: Prima ti do e poi ti tolgo. Cosi’ lo Stato revoca gli incentivi concessi.

Negli ultimi anni il GSE è stato impegnato in una capillare opera di verifica, volta a stabilire se i singoli impianti avessero ancora diritto agli incentivi. Il problema più grave è che se i sopralluoghi del GSE hanno un esito negativo, i proprietari d’impianti spesso sono costretti a restituire anche tutte le somme percepite fino a quel momento. Si parla di decine o centinaia di migliaia di euro e se viene a mancare la liquidità, scattano poi i decreti ingiuntivi.

I numeri ufficiali forniti dallo stesso GSE sono inequivocabili. Nel 2016 sono state effettuate 4.240 verifiche, che nel 35,4% dei casi si sono concluse con esito negativo, per un totale di 162 milioni di euro di incentivi revocati e declassati .

Nei due anni successivi si è assistito a un vero e proprio boom, in cui i sopralluoghi che si sono conclusi a sfavore degli imprenditori sono diventati l’assoluta maggioranza: 5.104 verifiche nel 2017, concluse per il 54,7% con esito negativo, che corrispondono a 358 milioni di euro di incentivi recuperati; e addirittura 7.073 nel 2018, concluse per il 58,9% con esito negativo, per 515 milioni di euro di incentivi recuperati. Di questo passo è molto probabile che nel 2019 si possa oltrepassare il muro degli 800 milioni di euro tolti ai proprietari (I dati ufficiali relativi all’anno 2019 non sono ancora stati resi pubblici).

Come ben sappiamo, le verifiche possono essere sia di carattere tecnico che burocratico. Mentre se un’ispezione tecnica ha un esito negativo siamo più propensi ad accettare le conseguenze, quando è la mancanza o l’inesattezza di un documento a revocare l’incentivo ci sentiamo sicuramente più contrariati.

Un esempio è dato dal titolare di un impianto che si è visto contestare il mancato invio documentale della dichiarazione di fine lavori in comune. Tale documento non è stato prodotto, perché i lavori di costruzione totale dell’immobile non sono nemmeno finiti. La sospensione dei lavori era dovuta a un contenzioso con un vicino, fatto non attinente al sistema fotovoltaico. Nel 2016 ci si accorge che manca questa carta, mai richiesta nella fase di compilazione della domanda, tanto che le tariffe incentivanti sono state riconosciute e percepite per oltre sei anni, il problema è che la carta richiesta non è producibile, perché i lavori di costruzione totale dello stabile non sono ultimati.

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Sorge spontanea una domanda: come fare per non essere impreparati a questi eventi?

L’unico modo che abbiamo per non essere colti alla sprovvista è muoverci prima del GSE, ovvero fare una verifica preventiva che vada ad individuare tutte le anomalie o le mancanze del nostro impianto, sia che siano tecniche o a maggior ragione burocratiche.

Verificare lo stato in cui verte il tuo impianto ti può aiutare a sistemare quanto più possibile quello che non va in modo da ridurre al minimo le conseguenze di un eventuale controllo.

MC Energy usa uno strumento per rendere queste verifiche affidabili al 100%, il Fotovoltaico DOC, una fedele simulazione delle ispezioni del GSE.

Se vuoi tutelare al meglio il tuo incentivo non farti cogliere impreparato!!

Puoi fare subito una valutazione del rischio del tuo Impianto GRATUITA, poi sarai libero di valutare la necessità o meno di effettuare una verifica preventiva. 

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