Superbonus e unità collabenti: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Come ormai sappiamo bene, il Decreto Rilancio prevede un’agevolazione sulle spese riguardanti interventi di efficientamento energetico non indifferente. Infatti le codeste spese, sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, possono essere detratte fino al 110%.

Ne è scaturita, inevitabilmente, una curiosità enorme da parte dei possibili beneficiari che, oltre al risparmio in termini di consumo energetico a lungo termine, si sono ritrovati la possibilità di svolgere i lavori quasi a costo zero.

Per gli operatori di settore la reazione è stata ugualmente interessante ma hanno anche sollevato molti dubbi che il l’articolo 119 del Decreto non specificava adeguatamente.

Tra i tanti dubbi portati a galla c’è quello relativo alle unità collabenti, ovvero: i lavori svolti sulle unità collabenti, rientrano nelle agevolazioni relative al Superbonus 110%?

Prima di procedere alla risposta dell’Agenzia delle Entrate contestualizziamo il punto in discussione.

Il dubbio interpretativo nasce a seguito delle limitazioni pubblicate dal Decreto in oggetto nell’usufruire delle ingenti detrazioni del Superbonus. In particolare, le disposizioni in questione si applicano a determinati immobili, tra questi sono esclusi gli interventi effettuati su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale.

Successivamente, tuttavia, questo ultimo passaggio è stato sostituito (comma 10), permettendo di intervenire fino ad un massimo di due unità familiari per persona fisica.

Arrivati a questo punto, come sono considerate le unità collabenti?

Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate, arrivato in data 9 settembre 2020, ha fatto luce prontamente su questo quesito nella risposta numero 326.

Le unità collabenti sono immobili che non svolgono più la funzione per cui erano stati creati, sono edifici decadenti e molto spesso inagibili ma, dal momento che sono già costruiti e riconosciuti catastalmente,  possono essere considerati come edifici esistenti.

Nel caso in cui l’impianto di riscaldamento non sia funzionante, deve essere dimostrabile che l’edificio è dotato di impianto di riscaldamento rispondente alle caratteristiche tecniche previste dal d.lgs. 29 dicembre 2006, n. 311 e che tale impianto è situato negli ambienti nei quali sono effettuati gli interventi di riqualificazione energetica.

In definitiva, le unità collabenti, possono beneficiare del superbonus 110% a patto che, come qualsiasi altro edificio, rispettino i requisiti minimi richiesti dall’Agenzia delle Entrate.

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