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Dalla Cessione del credito bloccata all’aumento delle spese, ecco alcune delle principali problematiche che rallentano l’ottenimento del Visto di Conformità.

State cercando di sbloccare i lavori iniziati attraverso l’apposizione del nuovo Visto di Conformità introdotto dal Decreto Antifrode? Volete sapere come velocizzare l’ottenimento del Visto di Conformità? Volete sapere come ridurre il costo del Visto di Conformità.

In questo articolo parleremo delle 7 principali problematiche operative collegate al nuovo Visto di Conformità che riscontrano aziende e operatori del settore. Verrà introdotta anche la soluzione per risolvere le problematiche stesse.

Cosa è il Visto di Conformità?

Il visto di conformità, introdotto dal DLgs n. 241 del 9 luglio 1997, è uno degli strumenti di controllo sulla corretta applicazione delle norme tributarie che il legislatore ha attribuito a soggetti terzi all’amministrazione finanziaria.

Il soggetto autorizzato al rilascio del visto è tenuto a:

  • predisporre la dichiarazione fiscale;
  • attestare di aver eseguito i necessari controlli attraverso la sottoscrizione della stessa;
  • trasmettere all’Agenzia delle Entrate.

L’apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni garantisce ai contribuenti assistiti il corretto adempimento di alcuni obblighi tributari e agevola l’Amministrazione finanziaria nella selezione delle posizioni da controllare e nell’esecuzione dei controlli di propria competenza;

Secondo un sondaggio l’87% degli operatori, intervistati al nostro Webinar, più di 2.850 iscritti , hanno riscontrato un netto rallentamento, se non un blocco, dei lavori a causa del Decreto Antifrode, che sancisce l’obbligatorietà del Visto di Conformità per tutti i Bonus Fiscali edilizi.

Quali sono le 7 maggiori problematiche relative al Visto di Conformità introdotto dal decreto Antifrode?

1. Cessione del credito d’imposta oggi bloccata e domani rallentata

La cessione del credito d’imposta ad oggi risulta bloccata, in quanto non c’è ancora una soluzione chiara per apporre il visto di conformità. Tale situazione genera per gli operatori del settore un grande problema di liquidità; infatti, tutti gli operatori stessi stanno cercando un metodo veloce per procedere all’apposizione del Visto di conformità.

2. Rallentamento dei lavori per la gestione burocratica

L’apposizione del Visto di conformità per tutti i Bonus edilizi rallenta enormemente il mercato. Questa nuova procedura porterà sicuramente alla perdita di numerose ore lavorative e all’aumento della confusione nella gestione dei documenti. Si dovranno infatti introdurre delle procedure nuove per: acquisire nuovi documenti, effettuare nuovi controlli, produrre nuove certificazioni. Tutto questo se non ben organizzato e supportato da strumenti adatti porterà a numerose ore lavoro improduttive con inevitabili rallentamenti.

3. Errori alla fine dei lavori

Il nuovo Visto di conformità introduce un controllo di correttezza della documentazione che viene fatto alla fine della commessa. Per questo controllo vengono richiesti dei nuovi documenti, inerenti all’immobile ed al committente dei lavori, che prima del decreto Antifrode nessuno richiedeva e controllava. Essendo i documenti visionati e controllati solo alla fine della commessa potrebbero venire fuori delle problematiche molto rilevanti che potrebbero bloccare se non eliminare la detrazione stessa. Questo genera la necessità di verificare tali documenti prima dell’inizio dei lavori per non incorrere in spiacevoli sorprese future.

4. Check list Visto di Conformità

Questa nuova procedura sta scatenando una frenetica ricerca alla Check list sul visto di conformità dei documenti necessari per l’apposizione del Visto per tutti i Bonus Fiscali, Check list non di facile individuazione in quanto dipende da diversi fattori:

  • tipologia del committente;
  • tipologia dell’immobile;
  • tipologia della detrazione;
  • tipologia dell’intervento.

Tutte queste tipologie rendono quasi impossibile individuare una unica Checklist, infatti, anche lo stesso ordine dei commercialisti da delle linee guida che debbono poi essere messe in essere per ogni specifica situazione. Sembra assurdo ma è più semplice avere una Checklist per il famoso Superbonus, piuttosto che per gli altri Bonus Edilizi.

Oltre a questa situazione va considerata anche la variabile del continuo cambio normativo che impone un tempo di fine vita della valenza o correttezza della Checklist stessa, tempo dipendente dall’introduzione di nuove norme e quindi non definibile a priori.

Tutto questo, qualora sia individuata la “fantomatica” Checklist, porta ad un aggravio sull’incertezza del sistema stesso dipendente dal Visto di Conformità. Risulta evidente che per poter lavorare in modo veloce e sicuro si debba cominciare ad adottare nuove procedure e strumenti operativi.

5. Aumento delle spese

Appena inserita la norma tutti abbiamo compreso che avremmo dovuto pagare una ulteriore attività amministrativa per l’apposizione del Visto di conformità stesso. L’aggravante, che rende quasi allarmante la situazione, è che questo nuovo costo ha un impatto molto importante per due aspetti: da una parte il fatto che spesso questa tipologia di Bonus Edilizi hanno valori minori, dall’altra il fatto che prima il Visto veniva chiesto solo per il Bonus in cui il recupero era al 110% e quindi con un recupero nettamente superiore.

Oltre alla valutazione che tutti abbiamo fatto del costo della parcella dovuta al nuovo visto, ci dobbiamo inserire una valutazione dei costi che non tutti stanno facendo. L’aumento dei costi dovuti alle nuove attività da fare ossia: la richiesta, l’inoltro e l’archiviazione di nuovi documenti, attività che potrebbero portare via più tempo dell’intervento stesso in alcuni casi.

 6. L’aumento della complessità e del rischio

Ad oggi la maggior parte delle Aziende e dei Professionisti ha scelto di non entrare nel mercato del Superbonus per non dover entrare in un mercato estremamente frenetico, instabile dal punto di vista normativo e molto complesso. Scelta dovuta non tanto per mancanza di competenze ma per una volontà di lavorare in un mercato più snello dal punto di vista normativo e soprattutto burocratico. Di fatto questa nuova norma sull’Antifrode ha avvicinato molto la complessità normativa del Superbonus agli altri Bonus.

Tutti questi nuovi passaggi documentali e controlli generano la necessità di creare dei processi molto più rigidi e guidati. Il problema è che nella maggior parte delle nostre piccole e medie realtà non è sostenibile l’introduzione di figure che si occupino solo della burocrazia, restando il fatto che qual ora lo facessero a mano lascerebbero il rischio di errori.

7. Trovare il Commercialista per apporre il visto

Nella maggior parte dei casi gli studi dei Commercialisti che si sono organizzati per erogare il Visto di conformità sono super oberati di lavoro, questo fa si che l’apposizione del visto per i Bonus Minori non sia appetibile per lo studio stesso. Capiamo tutti che prendere anche solo 1,5% su un lavoro di 200.000 € significa guadagnare 3.000 € mentre apporre un visto al 3% su un lavoro di 10.000 significa guadagnare 300 € a fronte dello stesso lavoro nella maggior parte dei casi.

Quindi ad oggi gli studi che sono in grado di erogare il servizio chiederanno giustamente delle cifre molto alte e dovremmo attendere diverso tempo per far organizzare gli altri studi.

Vieni a scoprire come risolvere le 7 principali problematiche.

Abbiamo preparato un Video gratuito dove analizzeremo nel dettaglio come gestire e risolvere le 7 problematiche. Vedremo insieme quali strategie adottare per abbattere la burocrazia.

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